Physocarpus coltivazione


Physocarpus

Il Physocarpus, Spirea rossa americana, è un arbusto da fiore facile da coltivare in piena terra e in vaso, apprezzato per la bellezza del suo fogliame di colore rosso – porpora e per le sue vistose infiorescenze a corimbo bianco-rosate. E’ ideale per per realizzare siepi e bordure arbustive.

Physocarpus-fisocarpo



Caratteristiche  Physocarpus opulifolius

Il Physocarpus, conosciuto anche come Spirea rossa americana, è un arbusto della famiglia delle Rosaceae, originario dell’America del nord, che in condizioni climatiche ottimali può superare anche i 3 metri di altezza e i 2 metri di larghezza.

Si tratta di un arbusto caducifoglio a portamento globoso, dotato di un robusto apparato radicale che dà origine a numerosi rami eretti che tendono leggermente ad incurvarsi verso gli apici sotto il peso dei fiori.

I rami più giovani sono glabri e di colore rosso-marrone mentre i fusti delle piante adulte hanno la corteccia rosso-aranciata che con il tempo tende a sfaldarsi in falde sottili e verticali.

Physocarpus-rami

Le foglie caduche e simili a quelle del ribes sono ovali, trilobate e con margini dentellati. Il colore delle foglie, come quelle della Photinia, in estate è rosso porpora.

Physocarpus-Diablo

In autunno le foglie prima di cadere assumono delle  bellissime sfumature rosso fiammeggianti.

Physocarpus-fiori

I fiori, riuniti in grandi infiorescenze a corimbo di colore bianco – rosate, sono piccoli ed ermafroditi. L’impollinazione è entomofila.

Physocarpus-frutti

I frutti, molto decorativi e persistenti, sono capsule lobate di colore rosso-verdastro simili a vescichette che a maturazione completa diventano brunastre e si aprono liberando dei piccoli semi.

Fioritura dello Pysocarpus: fiorisce copiosamente in estate, da giugno e luglio.

Physocarpus Mindia IMG_6459

Coltivazione Pysocarpus

Esposizione: anche se si sviluppa forte e rigoglioso anche nei luoghi parzialmente ombreggiati predilige l’esposizione in pieno sole e al riparo dal vento. Tollera molto bene il freddo e resiste, nel periodo di riposo vegetativo, a temperature oltre i -20 gradi.

Terreno: ama il terreno umido, ricco di sostanza organica e ben drenato. Il terreno ottimale di coltivazione deve essere subacido. Nei terreni basici e calcarei  il Physocarpus è soggetto a clorosi ferrica.

Annaffiature: il Physocarpus coltivato in piena terra si accontenta delle piogge ma va comunque irrigato con continuità nel primo anno d’impianto e periodicamente nei periodi di prolungata siccità e in estate. La pianta allevata in vaso va annaffiata con maggiore frequenza evitando però i ristagni idrici.

Concime

Concimazione: in primavera e in autunno somministrare ai piedi dell’arbusto un concime granulare a lenta cessione specifico per piante da fiore bilanciato in macroelementi come azoto (N), potassio(K) e fosforo (P) e che contenga anche i microelementi indispensabili per la crescita  e lo sviluppo.

Moltiplicazione Physocarpus

La pianta può essere propagata per talea in estate o più raramente per divisione dei polloni basali in primavera o in autunno.

Moltiplicazione per talea

La riproduzione della pianta di Physocarpus è vietata a scopi commerciali ma per ottenere più esemplari identici da coltivare in giardino o in vaso si può provare a moltiplicarla per talea in estate o mediante divisione dei polloni in primavera o in autunno.

Entrambe le tecniche di riproduzione vegetativa non danno esiti positivi ma provare non costa nulla.

Con forbici ben affilate e disinfettate si prelevano porzioni apicali di ramo lunghe 18-20 cm; le estremità trattano con un po’ di ormone radicante e poi si mettono a radicare in un miscuglio di torba e sabbia in parti uguali. A radicazione avvenuta, comparsa di nuove foglioline, si lasciano irrobustire le piantine per 7 – 10 giorni e poi si trasferiscono in vasi singoli fino al momento della messa a dimora definitiva.

Impianto o messa a dimora

La piantagione si effettua in primavera in buche profonde e ben lavorate. Il Physocarpus va impiantato con tutto il pane di terra che avvolge le radici che va poi ricoperto fino alla giusta altezza con nuovo terriccio. Dopo l’impianto si compatta il terreno esercitando una lieve pressione e subito dopo si procede con l’irrigazione.

Per realizzare siepi di Physocarpus si consiglia di piantare le piante a distanza di 1 metro l’una dall’altra.

Physocarpus-rinvaso

Rinvaso

La pianta va rinvasata in un contenitore più grande del precedente quando ha occupato tutto lo spazio disponibile. La pianta va estratta dal vaso con tutto il pane di terra per evitare di traumatizzare le radici. Nell’effettuare il rinvaso si consiglia di mettere sul fondo del contenitore uno strato di ghiaia grossolana e si raccomanda di utilizzare terriccio fresco ricco di sostanza organica.

Potatura

Si potano i rami vecchi o danneggiati e, ogni 3 anni, al fine di favorire l’emissione di nuovi getti basali si accorciano di circa 1/3  i rami troppo lunghi e disordinati. La pianta di Physocarpus allevata in vaso sopporta anche potature molto drastiche.

Parassiti e malattie Physocarpus

Si tratta di un arbusto perenne resistente agli attacchi della cocciniglia e raramente viene attaccato dagli afidi. Soffre l’oidio o mal bianco se il clima è troppo umido o piovoso ed è sensibile  la clorosi ferrica se il terreno è troppo calcareo.

Cure e trattamenti

Non è esigente in fatto di cure e i trattamenti anticrittogamici e antiparassitari  anno eseguiti solo in caso di necessità.

Physocarpus-foglie

Varietà di Physocarpus

Tra le cultivar in commercio ricordiamo:

  • il Physocarpus opolifolius Diabolo: una specie che produce foglie di colore porpora scuro per tutta la durata vegetativa che all’inizio dell’estate produce vistose infiorescenze bianco- rosate;
  • il Pysocarpus opolifolius Dart’s Gold:  una varietà resistente con foglie di colore verde -giallo sono dorate o verdi-gialle.
  • il Physocarpus opulifolius Summer Wine: un arbusto fitto, compatto e con foglie color rosso vino che in estate produce grandi fiori di colore rosa.

Curiosità, significato e usi del Physocarpus

Il nome della pianta deriva dal greco physia (vescica) e karpos (frutto) in relazione alla forma dei suoi frutti.  L’epiteto opulifolius invece è stato dato per la somiglianza delle sue foglie a quelle del Viburnum opulus o Pallone di Maggio o palla di neve.

Questa pianta fu osservata per la prima volta nel 1968 in una località nei pressi di Amburgo in Germania.

Nel passato i nativi americani, utilizzavano le radici bollite del Physocarpus soprattutto quelle del P. monogynus per la preparazione di unguenti antidolorifici.

Galleria foto Physocarpus

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