Fico d’India coltivazione

fico d'India

Il fico d’India, Opuntia,  è una cactacea arborescente, originaria del Messico, largamente coltivata nelle zone a clima temperato: Sicilia, Calabria, Puglia e Sardegna per la commercializzazione dei suoi dolci frutti.

Caratteristiche generali dell’Opuntia – fico d’India

Il fico d’India è una pianta di facile coltivazione e poco esigente di cure.

Alta circa 2-3 metri, presenta radici superficiali dalle quali si dipartono dei particolari fusti appiattiti, i cladodi, chiamati comunemente “pale” di forma ovale e di colore verde brillante, costituiti da gruppi di spine lunghe circa 5 cm.

fico-d'India-fioreI fiori a forma di coppa spuntano numerosi sui margini delle foglie in bellissime tonalità di colore giallo-arancio.

I frutti racchiusi all’interno di un guscio carnoso e spinoso differiscono per forma e colore a seconda delle varietà: giallo-arancione nella varietà sulfarina, rosso porpora nella varietà sanguigna e bianco nella muscaredda.

La forma, varia  in rapporto all’epoca di formazione: i primi frutti hanno forma sferica, quelli che maturano tardivamente in seguito alla “scozzolatura”, hanno forma ovale allungata. Ogni frutto contiene numerosissimi semi.

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Fioritura del fico d’India: il fico d’India fiorisce in primavera da maggio in poi.

Coltivazione del fico d’India

Il fico d’India ama i luoghi soleggiati e riparati dal vento.

Terreno: si adatta a qualunque tipo di terreno misto ben drenato.

Annaffiature: regolari nella fase d’impianto, scarse durante i periodi di forte siccità. In genere si accontenta della sola acqua piovana.

Concimazione: nel periodo novembre -gennaio effettuare concimazioni con solfato potassico.

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Moltiplicazione del fico d’India

Per talea di parte di fusto o di pale effettuata nel mese aprile – maggio; per facilitarne la radicazione è preferibile aspettare che i tagli delle pale siano perfettamente cicatrizzati (10 giorni circa) e poi interrarle per circa metà della loro lunghezza o in contenitori (per la coltivazione in vaso) con sabbia o direttamente in piena terra, a circa 15-20 cm di distanza e poi annaffiarle regolarmente.
La radicazione avviene in breve tempo la fruttificazione invece, in genere 3-4 anni dopo l’impianto.

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Raccolta dei fichi d’India

Scalare nei mesi di luglio e agosto o ottobre – novembre, preferibilmente di primo mattino.

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Scozzolatura del fico d’India

Una pratica molto diffusa utilizzata per migliorare la qualità e la bontà dei fichi d’india. L’asportazione dei  fiori primaverili stimola la pianta madre ad una seconda fioritura;  i frutti da essa prodotti chiamati “bastardoni” sono qualitativamente migliori e più grandi rispetto a quelli della prima  fioritura.

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Potatura del fico d’India

Effettuare una potatura di formazione nei primi 3 anni di vita al fine di favorire una forma armoniosa a mo’ di cespuglio e solo successivamente potature di contenimento e di diradamento.

Parassiti e malattie del fico d’India

Il fico d’india teme l’attacco di alcuni insetti come la mosca della frutta e la tignola che depositano le loro uova nei frutti in fase di maturazione rovinandoli completamente.

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Usi

Del fico d’India si utilizzano tutte le sue parti: i frutti oltre ad essere consumati freschi, possono essere utilizzati per la produzione liquori, marmellate, gelatine, succhi, ecc; le pale o cladodi, possono essere mangiati freschi, conservati in salamoia, sott’aceto oppure canditi. Il fico d’India può essere allevato a scopo ornamentale anche in vaso e negli angoli rocciosi del giardino.

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